Iscriviti alla Newsletter
Email  
 
Storia di Salaparuta

I primi insediamenti, nel territorio della futura Salaparuta, risalgono al Neolitico,come testimoniano le pietre sacre e gli altari primitivi rinvenuti sul Monte Balatizzo. I primi abitanti furono i Sicani, successivamente cacciati dai Siculi verso la Sicilia Occidentale.

Intorno al 1184 a.C., con l’approdo dei troiani, Elimo, Entello ed Egesto, sorgono nuovi insediamenti fra cui Elima a pochi chilometri dall’odierna Poggioreale e Salaparuta.

Essendo il territorio di Salaparuta , molto fertile e ricco di sorgenti idriche, fu conteso, nel corso dei secoli, da diversi popoli, seguendo le sorti politiche e storiche della Sicilia.

Dapprima conquistata dai Greci ( 735 a.C.), poi teatro degli scontri fra Greci e Cartaginesi (582 a.C. -241 a.C.), ed infine dai Romani , chiamati in Sicilia dai Mamertini.

Le diverse dominazioni sono testimoniate dal ritrovamento di lapidi, sepolcri, iscrizioni, monete, vasi; della presenza romana, invece, sono stati ritrovati resti di una fattoria romana in contrada Cusumano, durante i lavori di scavo nel 1974 per la ricostruzione di Salaparuta, distrutta dal sisma del 1968. Le due campagne di scavi archeologici riportarono alla luce siti e utensili che permettevano di ricostruire la vita, le usanze e le tecniche agricole nel territorio, le quali suggeriscono che i principali prodotti agricoli dovessero essere : grano, uva e olive.

Dopo la caduta dell’impero Romano , la Sicilia, dominata per breve tempo dai barbari, fu invasa dai Bizantini nel 535 d.C. Nel territorio di Salaparuta tracce della dominazione bizantina sono state rinvenute in località Monacoserra dove probabilmente sorgeva un monastero , testimoniato dalla presenza di resti di un chiostro e dal ritrovamento di oggetti sacri, fra cui due lucerne cristiane.

Con lo sbarco dei Musulmani a Mazara nel 827 ha inizio la dominazione araba in Sicilia.

Il territorio di Salaparuta apparteneva al distretto di Val di Mazara ed aveva un suo emiro Abu El Cassim, con sede alla Seggia di lu Turcu presso Salavecchia.

Risalgono al periodo arabo i nomi di quattro casali : Belich (che diede il nome al fiume Belice ), Salah, Taruch, Rahal al Merath ( Casale della donna ), i primi tre vennero col tempo abbandonati per le loro condizioni insalubri, rimase l’ultimo che cambiò il suo nome, quando gli abitanti del casale di Salah vi si trasferirono, da Casale della donna divenne Sala della donna, diventando così il nucleo originario della futura Salaparuta.

Il contributo degli arabi all’agricoltura in Salaparuta, si evidenzia nell’introduzione della coltivazione del cotone, della canna da zucchero e del riso.

Alla dominazione araba segue la dominazione normanna che inizia intorno al 1061 con la discesa in Sicilia dei conti Roberto e Ruggero, e continua con re Federico II che concesse a Salaparuta il titolo di Comune. Durante il dominio normanno si ha in Sicilia il consolidamento del feudo, che era proprietà dello Stato , e della figura del Barone che doveva essere soltanto un usufruttuario . Durante le dominazioni successive degli Angioini, degli Aragonesi , però, il barone si impossessa gradualmente del feudo.

Il primo barone di Salaparuta dichiarato ufficialmente fu Girolamo Paruta nel 1507, per aver costruito il Quartiere Lignuduci accanto ai preesistenti quartieri di origine araba : Rabateddi e Atareddu. Da questo momento la Baronia Sala Della Donna prende il nome di Sala di Paruta., e successivamente di Salaparuta.

Non avendo, i successori di Girolamo Paruta, eredi maschi, la baronia di Sala passa ad una donna, Fiammetta Paruta, che nel 1651 sposa Giuseppe Alliata Barone di Villafranca .Quest’ultimo assume, con le nozze, il titolo di barone di Sala di Paruta, che trasmetterà ai suoi eredi.

Feudo e titoli passano al figlio Francesco Alliata, che nel 1624 viene nominato primo Principe di Villafranca e nel 1625 primo Duca di Sala di Paruta, dal re Filippo IV, per aver fatto costruire un nuovo quartiere:Carruba.

Il duca di Sala di Paruta e i suoi successori, pur vivendo per lo più a Palermo, erano presenti e partecipi alla vita del piccolo centro, mantenendo possedimenti e titoli fino alla prima metà del 1800.

Infatti nel 1826 il duca Giuseppe Alliata e Moncada Principe di Villafranca, a causa di difficoltà economiche, vende alcuni feudi nei territori di Salaparuta ad un ricco palermitano: V. Caminneci, che da allora decide di stabilirsi a Salaparuta. Infine il Duca Fabrizio Alliata e Valguarnera Principe di Villafranca, figlio di Giuseppe, vende , dapprima nel 1846 e poi nel 1849 gli ultimi terreni in Salaparuta.

Il Fabrizio Alliata e i suoi eredi, pur non avendo più possedimenti a Salaparuta, mantengono il titolo di Duca di Salaparuta.

Durante la dominazione borbonica (1735-1860) Salaparuta assiste al declino del feudo, che viene abolito nel 1812.

Salaparuta vive questo periodo storico caratterizzato da contraddizioni e instabilità fino allo sbarco di Garibaldi a Marsala; fra coloro che lo accolsero vi furono anche dei salitani.

Con l’Unità d’Italia, Salaparuta, come tutta la Sicilia e tutto il meridione, dovette far fronte ad una serie di problemi: economici e sociali.

L’industria e l’artigianato siciliano si scontrano con la concorrenza dei prodotti del nord, ne conseguono la chiusura, anche a causa delle pesanti tasse imposte dai piemontesi, di molti stabilimenti tessili e concerie. Anche Salaparuta assiste alla crisi della coltivazione e tessitura del lino. La Sicilia deve subire una nuova dominazione da parte di un governo che impone le sue leggi , le sue imposte senza rispettarne la cultura, la storia e i problemi.

I salitani parteciparono alle vicende italiane ,come alle guerre coloniali e ai due conflitti mondiali, avendo anch’essa i suoi caduti e i suoi dispersi.

Dal secondo dopoguerra Salaparuta inizia il suo sviluppo raggiungendo un’economia abbastanza articolata, grazie alle trasformazioni agrarie, la diminuzione delle coltivazioni cerealicole a vantaggio dei vigneti e uliveti e il diffondersi della piccola proprietà contadina.

Questa crescita subisce un temporaneo blocco con il terremoto del 14-15 gennaio 1968, quando il piccolo paese viene quasi completamente distrutto dal sisma.

La popolazione si disperde nelle campagne limitrofe e più tardi nei centri di raccolta sparsi in tutta la Sicilia Occidentale. Dopo un breve periodo nelle tendopoli fu costruita la baraccopoli , nella quale i salitani furono costretti a vivere per lunghi anni prima di assistere all’inizio dei lavori di ricostruzione.

I lavori di urbanizzazione primaria iniziano intorno al 1972 e si concludono nel 1977, ma le prime case private e gli edifici civili vengono terminati a partire dal 1980 fino al 1985.

Il territorio del comune di Salaparuta è situato nelle colline che dominano la valle del Belice a sud-ovest della provincia di Trapani e rappresenta una delle realtà viticole più rappresentative nello scenario vitivinicolo d’Italia.

La viticoltura, oltre ad essere praticata da sempre, rappresenta il settore produttivo predominante.

Attorno a questa attività agricola sono fiorite nel tempo iniziative artigianali, industriali e commerciali, che hanno contribuito a migliorare il reddito della popolazione ed a tenerne alto il livello occupazionale.


La produzione attuale dei vini della zona di Salaparuta è stata commercializzata in Italia ed all’estero con i marchi: “Castelparuta”, “ Salavecchia”, “Casale della donna”, “Vigna del Principe”, “Bruchicello”, “Hypsa”, “Busambra”, “Luna Gialla” , “Luna Rossa”, prodotti dalle cantine che operano nel territorio; la relativa produzione si attesta su 2 Milioni di bottiglie e nel breve periodo si prevede di superare i 3 Milioni di bottiglie.

L’areale interessato ai vini a D.O.C. SALAPARUTA comprende l’intero territorio del comune di Salaparuta, il quale ha una estensione di 4.162 ettari con una superfice vitata, di ettari 1.470 (fonte AGEA) pari al 35,70% dell’intera superficie comunale. In termini di Superficie Agricola Utilizzabile (S.A.U.) pari a ettari 2.829, l’incidenza percentuale del vigneto sale al 52,5%.

Il numero di aziende inserite nell’albo comunale dei vigneti è di 455 con una superficie media di 3,23 ettari.

La vocazione vitivinicola del territorio, pedologica, climatica, unita alla perizia agronomica ed enologica degli operatori, ha portato in questi ultimi anni alla affermazione definitiva dei vitigni autoctoni, Catarratto, Grillo, Insolita, Grecanico e Nero D’avola assieme ad altri vitigni di più recente introduzione, ma già ben inseriti nel contesto produttivo della zona, come: Chardonnay, Sangiovese, Syrah, Merlot e Cabernet Savignon.

Il territorio si presenta prevalentemente collinare e la sua altitudine varia dai 90 metri s.l.m., pianure a destra del fiume Belice, per poi arrivare ad altitudini di 600 metri s.l.m. nella parte più alta.
News ed Eventi        Blog        Bruchicello nel Mondo        Come Raggiungerci        STORIA DI SALAPARUTA       
Bruchicello Vini di Pirrello Maria Angela, Via Napoli, 11 91020 Salaparuta (TP) - Tel./Fax. +39 0924.75312 - P.I. 02260960816 | Privacy Policy